Lavoro occasionale

13-07-2017

Buoni lavoro dal 10-7-2017

Il decreto Legge 50/2017, all'articolo 54bis, ha reintrodotto il lavoro occasionale (vecchi buoni lavoro), distinguendo tra quello rivolto alle famiglie e quello reso alle imprese, ai professionisti ed agli altri Enti di natura privata. Tralasciando le prestazioni rese alle famiglie ci soffermeremo sul lavoro rivolta agli altri utilizzatori. 

 

FONTI

Art 54 bis Decreto Legge 50/2017 ⇒ VAI AL DOCUMENTO

Circolare INPS 107 del 5/7/2017 ⇒ VAI AL DOCUMENTO

Messaggio INPS 2887 del 12/7/2017 ⇒ VAI AL DOCUMENTO

 

CIRCOLARE DI STUDIO

Il lavoro accessorio si caratterizza per la presenza dei seguenti elementi:

1. Il compenso derivante per tale attività non può superare l’ammontare di € 5.000 con riferimento alla totalità degli utilizzatori.

2. Ogni utilizzatore non potrà erogare più di € 5.000 di compensi con riferimento alla totalità dei prestatori (per la verifica di tale limite i compensi erogati a categorie svantaggiati conteranno nella misura del 75% di quanto erogato – trattasi di pensionati di vecchiaia/invalidità di percettori di NASPI o cassa integrazione o di studenti con meno di 25 anni)

3. Un singolo prestatore non potrà incassare dallo stesso utilizzatore una somma superiore ad € 2.500 e non potrà rendere allo stesso prestatore un’attività lavorativa superiore a 280 ore; in caso di superamento di tali limiti il rapporto si trasforma in lavoro a tempo pieno ed indeterminato.

Per la verifica dei limiti occorre far riferimento al periodo 1 gennaio 31 dicembre dello stesso anno, è occorrerà considerare le somme nette percepite dai prestatori (nella verifica dei limiti economici non andranno considerati i contributi INPS i premi INAIL e i costi di gestione).

Le somme non saranno soggette a tassazione ma a contribuzione INPS ed INAIL.

Non è possibile attivare una prestazione di lavoro occasionale:

► nei confronti di dipendenti o collaboratori coordinati e continuativi in forza o con chi lo è stato nell’arco dei 6 mesi precedenti;

► nei confronti di datori di lavoro con più di 5 lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (si contano tutti i lavoratori indipendentemente dalla qualifica con esclusione degli apprendisti, i lavoratori part-time vengono computati in proporzione all’attività prestata ed utilizzando il criterio del normale arrotondamento). Per la verifica della forza lavoro occorre far riferimento alla media dei dipendenti del semestre comprendente il periodo che va dall’ottavo al terzo mese precedente l’assunzione (in questa fase il dato non va arrotondato),

► nei confronti di imprese del  settore edili ed affine (a tal fine l’INPS ha individuali tali imprese in quelle con il Codice Statistico Contributivo pari a 1.13.01, 1.13.02, 1.13.03, 1.13.04, 1.13.05, 4.13.01, 4.13.02, 4.13.03, 4.13,04, 4.13.05, 1.02.xx, 1.11.xx, 4.02.xx, 4.11.xx);

► nell’ambito dell’esecuzione di appalti

► vi sono poi particolarità per il settore agricolo.

Il compenso orario minimo stabilito ammonta ad € 9,00 netti e per tale giornata il lavoratore non potrà incassare meno di € 36,00 (si potrà quindi scegliere se dargli un compenso orario più alto o farlo lavorare per almeno 4 ore)

L’attività lavorativa è soggetta:

► a contribuzione INPS nella misura del 33% a copertura della posizione ai fini pensionistici (i contributi saranno accreditati presso la Gestione separata dell’INPS), 

► al pagamento del premio INAIL, nella misura del 2,97%, per la copertura assicurativa contri l’infortunio e la malattia professionale,

quindi il costo orario per l’utilizzatore ammonterà ad € 12,29, a cui va aggiunto 1% a titolo di compenso per la gestione del rapporto, portando il costo orario ad € 12,41; ovvero ad un costo giornaliere di € 49,65, se consideriamo l’incasso minimo giornaliero previsto dalla norma.

Come per il passato occorrerà fare la comunicazione preventiva all’INPS con un anticipo minimo di 60 minuti prima rispetto all’attività da svolgere (non sono previste ulteriori comunicazioni). La comunicazione  potrà essere rettificata entro le 24.00 del terzo giorno successivo a quello di prevista attività. Si fa fin d’ora presente che le revoche potranno essere oggetto di verifica e che a fronte di una prestazione effettuato ma revocata il comportamento sarà sanzionato applicando la sanzione prevista per lavoro nero. Nel caso di omessa comunicazione la sanzione va da un minimo di € 500 ad un massimo di € 2.500 per ogni giorno di prestazione lavorativa non comunicata preventivamente.

La gestione del rapporto economico viene demandata all’INPS. Quindi sia il datore che il lavoratore dovranno preventivamente registrarsi nel sito dell’INPS (vai al sito), il datore di lavoro dovrà precostituirsi i fondi per il pagamento della prestazione con il pagamento all’INPS degli importi a mezzo F24  ELIDE (elementi identificativi) indicando i dati dell’utilizzatore ed utilizzando l’apposita codice “CLOC”. Sulla base delle comunicazioni di attività svolta le somme verranno poi pagate, al lavoratore, entro il 15 del mese successivo.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni chiarimento.

Pasquale RUSSO

CONSULENTE DEL LAVORO IN CORNAREDO (MILANO)

 

Categoria:  BUONI LAVORO

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